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PITTURA
Rosella Caporaletti al lavoro nel suo studio
Nata a Castelfidardo, residente a Morrovalle, Rosella Caporaletti, innamorata dell'Arte sin dall'età adolescenziale, solo successivamente si è dedicata allo studio delle tecniche pittoriche frequentando la Libera Scuola D'Arte seguita dal prof. Roberto Di Dionisio.
Ha così potuto affinare ciò che le era già congeniale nell'uso del colore e del pennello, arrivando a realizzare lavori di grande naturalezza e forza espressiva.
Varie opere le sono state commissionate per occasioni da festeggiare e ricorrenze da commemorare.
Ha partecipato a numerose mostre collettive, personali, concorsi ed extempore riscuotendo successo di critica e di pubblico.
" Dopo la salita..il paesaggio si allarga su Camerino " - olio spatolato 50x60
…la spatola, strumento particolarmente consono all'innata abilità, sembra accarezzare la tela, depositando delicatamente, senza tensione, la giusta quantità di colore che, in modo del tutto naturale, dà vita a paesaggi marchigiani, scene agresti, immagini floreali di grande suggestione.
Luciana Interlenghi
Libera e sincera effusione del proprio sentire, con un linguaggio pittorico fedele nel contempo alla realtà e alle emozioni, questa è, in sintesi l'arte di Rosella Caporaletti, il vero che la interessa è rappresentato da scorci campestri e collinari, dalle vedute marine, dai fiori.
I dipinti rivelano maestria tecnica esercitata…oltre al talento, l'arte richiede una dedizione costante...il disegno, che è la struttura portante di ogni raffigurazione, risulta essenziale e spesso è tracciato direttamente dalla spatola o dal pennello.
Chi guarda queste opere, però, in genere non si ferma al piacere della bellezza, che non è poco.
L'attenzione entra dentro le proposte, nelle gradazioni della luce, che insiste sugli argomenti più vicini dei primi piani, che varia di accento per perdersi nelle lontananze, come la dolcezza di una musica che va verso gli orizzonti della mente…
E' proprio in questa luce, nelle accensioni armoniose, ma pure decise delle chiarità, negli scivoli delle luminescenze e nel loro vanire che prendono vita e colore l'emozione, il sentimento della pittrice.
Maria Lucchi
" La Pineta " - olio spatolato su tela 60x30
Anni fa, nella "Marguttiana" realizzata nel rustico vicolo su cui si affaccia la mia casa apprezzai l'unico quadro della pittrice Rosella Caporaletti.
Mi colpirono l'essenzialità dell'immagine e la sterminata campagna su cui si stagliava un solitario
Albero, anemico, rinsecchito, tra colori tenui, tirati allo spasimo, da cui emergevano, a tratti, policrome chiazze striate.
Rappresentava, a mio avviso, la solitudine della natura.
Recentissimamente ho incontrato Rosella Caporaletti in una esposizione.
Varie opere, tra molteplicità di colori, di tele, di immagini che denotano una evoluzione d'arte, e, quindi, di pensiero, ed anche di sentimento.
Mi ha gradevolmente stupito la cosa.
Si scopre, adesso, una raffinatezza compositiva e d'interpretazione allora solamente abbozzata, in embrione, come se la crisalide stesse per schiudersi ad una metamorfosi che è sorpresa, fantasia, colore, desiderio di novità, di eleganza.
Una creatività insomma, che può, a mio modesto avviso, essere accostata alle opere del periodo post-futurista di Carlo Carrà.
Lo si arguisce gustando e apprezzando la straordinarietà di composizioni che sono esplosione di colore in una atmosfera di romanticismo agreste e marinaro.
Suggestioni che stupiscono e si irradiano al cospetto di paesaggi che trasudano intensa luminosità e capacità tematica coinvolgente il sentimento, l'entusiasmo, l'attenzione, la simpatia del visitatore.
Si, Carrà potrebbe essere stato l'ispiratore di questo nuovo filone artistico di Rosella.
Però esplorando quelle opere si evidenziano caratteristiche variegate.
Le intonazioni di colore, per esempio, a corposità della pennellata, che, adesso, è divenuta decisa, risoluta, su quelle composizioni agresti-romantico-marinare.
Caratteristiche mai evidenziate prima, e che, ora, come primizia, donano una esposizione di insieme gagliarda, lontana da evocazioni retoriche, smielate, non imprigionate nei laccioli del formalismo accademico.
Sono tornato a visionare quelle opere e il giudizio non muta.
Anzi,si alimenta di deboli reminiscenze visive che conducono a Manet, a Monet, Renoir, Cèzanne che sono stati caposcuola di uno stile, di un linguaggio, di suggestioni d'arte pittorica che si è chiamata impressionismo.
Questi accostamenti a me non sembrano fuori luogo e fanno onore alla nostra pittrice che mostra un sorriso sornione, appagato.
E' certamente consapevole di aver arricchito la sua conoscenza di nuovi stimoli creativi, vivificanti, che si fanno apprezzare, si impongono, anzi, all'attenzione del critico, di ogni qualsiasi uomo.
Quelle marine così luminose e vere, quelle campagne variegate, punteggiate da alberi vetusti, campagne vissute, invitanti alla meditazione, alla serenità, suggeriscono alla memoria versi eterni dell'Ungaretti: "Mi illunino di immenso".
Il che è tutto dire.
E' la riprova che Rosella Caporaletti ha imboccato decisamente la strada maestra dell'arte che dona appagamento all'animo e al cuore dei più, a quanti riescono ancora ad alimentarsi di sentimento e di tenerezza.
Mario Latini
Sue opere sono presenti in collezioni private, Enti pubblici, disponibili nella " Galleria d'Arte Malatestiana "di Rimini e presso il proprio studio.